La cooperazione come tecnologia invisibile
Ogni rivoluzione industriale ha avuto la sua energia dominante. Nel Novecento era l’elettricità, oggi è la fiducia.
La sostenibilità, infatti, non si costruisce solo con le risorse materiali ma con le relazioni che tengono insieme sistemi complessi di persone, imprese e istituzioni.
Il quinto ambito di ricerca dello Spoke 5 del progetto GRINS – Growing Resilient, Inclusive and Sustainable, finanziato dal PNRR e coordinato dall’Università di Torino, indaga proprio questa dimensione: le competenze sociali e cognitive che abilitano la cooperazione e rendono possibile l’innovazione.
Il punto di partenza è teorico ma con implicazioni pratiche: comprendere come la collaborazione, intesa come comportamento emergente, possa agire come forza evolutiva nei sistemi complessi.
Come dimostrano le ricerche del gruppo coordinato da Ginestra Bianconi e collaboratori (2023), “la cooperazione non è un equilibrio statico ma un processo dinamico che esplode oltre una soglia critica di fiducia e partecipazione”.
Una teoria rinnovata della cooperazione
Il paper “Hyperedge Overlap Drives Explosive Cooperation” (Bianconi et al., 2023), parte integrante del corpus scientifico dello Spoke 5, ha ridefinito la teoria della cooperazione nei sistemi complessi applicandola ai comportamenti sociali.
Attraverso modelli di rete iperconnessa, la ricerca ha dimostrato che la collaborazione può emergere improvvisamente e stabilizzarsi quando una porzione minima della rete — la cosiddetta soglia di cooperatori — supera un valore critico.
L’impatto di questo risultato è duplice:
• fornisce una spiegazione quantitativa del perché alcune comunità o organizzazioni riescano a innescare rapidamente comportamenti collettivi virtuosi
• offre ai policy maker un modello matematico per progettare interventi di cooperazione sociale e industriale più efficaci
Come sintetizzano gli autori, “la cooperazione non cresce in modo graduale: si propaga in modo esplosivo quando la rete raggiunge un livello minimo di connessione fiduciosa” (Bianconi et al., Nature Communications Physics, 2023).
Dalla teoria ai comportamenti collettivi
Parallelamente, i ricercatori dello Spoke 5 hanno esteso la prospettiva matematica alla dimensione cognitiva e organizzativa.
Attraverso esperimenti e analisi comportamentali, hanno evidenziato come la cooperazione emerga più rapidamente in contesti caratterizzati da empatia, trasparenza informativa e riconoscimento reciproco del contributo individuale.
L’obiettivo è integrare questi risultati nei modelli di governance della transizione, traducendo la teoria dei network in strumenti operativi per la gestione dei processi collaborativi in impresa, nella ricerca pubblica e nelle politiche territoriali.
L’approccio è interdisciplinare: combina fisica dei sistemi complessi, economia comportamentale e neuroscienze cognitive per spiegare come le reti sociali generino valore collettivo.
In questa prospettiva, la cooperazione diventa una tecnologia sociale: una forma di infrastruttura immateriale che permette ai sistemi economici di adattarsi e innovare più rapidamente rispetto a quelli fondati sulla sola competizione.
Le simulazioni realizzate nello Spoke 5 mostrano che i sistemi territoriali con reti cooperative più dense — come distretti industriali e cluster dell’innovazione — raggiungono più facilmente la soglia critica di fiducia che innesca la cooperazione esplosiva.
È la prova empirica che la scienza delle reti può spiegare perché alcune regioni diventano hub di innovazione sostenibile mentre altre restano ai margini.
È un approccio che unisce modelli fisici e metriche comportamentali, collegando la network science all’economia dell’innovazione e alla psicologia delle decisioni.
L’impatto scientifico e applicativo
L’impatto della linea di ricerca è ampio e misurabile.
Il modello dell’explosive cooperation è oggi citato come riferimento nei progetti di simulazione della network governance e dell’intelligenza collettiva (European Network Science Association, 2024).
Ha influenzato la progettazione delle piattaforme di collaborazione industriale e dei processi decisionali multilivello, spostando l’attenzione dal singolo attore alla struttura relazionale dell’ecosistema.
Le evidenze raccolte mostrano che i sistemi — dalle imprese ai territori — con maggiore densità di interazioni cooperative sono anche quelli che sperimentano tassi più elevati di innovazione e adattamento organizzativo.
Si tratta di un risultato coerente con le teorie dell’economia evolutiva: la sostenibilità emerge come effetto della complessità relazionale, non solo come obiettivo normativo.
Dalle reti alla governance della fiducia
Lo Spoke 5 propone di tradurre queste conoscenze in indicatori utili per la governance della transizione.
All’interno del Deliverable 5.1.1 – Indicators and Models, il concetto di cooperazione è stato integrato nel framework degli indicatori cognitivi, accanto alle metriche di innovazione e sostenibilità.
L’obiettivo è costruire un indice di fiducia sistemica in grado di correlare:
• la qualità delle relazioni sociali e interistituzionali
• la capacità di generare innovazione
Questo approccio apre nuove prospettive per la policy design: dalle strategie di sviluppo locale alle piattaforme di innovazione aperta, la soglia di cooperazione può essere misurata e utilizzata come parametro predittivo della resilienza territoriale.
Questo indice, sperimentato nei casi studio italiani del progetto GRINS, permette di confrontare territori diversi in base alla densità delle reti collaborative, offrendo ai decisori strumenti per orientare investimenti e politiche di innovazione responsabile.
Una nuova frontiera per la scienza delle reti
Con le ricerche di Bianconi, Spagnuolo, Meucci e colleghi (2024), la scienza dei network entra in dialogo con le scienze sociali e comportamentali, offrendo una visione sistemica della sostenibilità.
La teoria dell’explosive cooperation dimostra che la collaborazione è un fenomeno emergente, non programmabile ma facilitabile attraverso la progettazione delle connessioni.
In questo senso, la linea di ricerca del GRINS Spoke 5 ha costruito un ponte tra:
• modelli teorici e applicazioni di policy
• scienza dei dati e dinamiche umane
• analisi matematica e comportamenti sociali
ridefinendo il concetto stesso di capitale sociale in chiave quantitativa.
Conclusione: la sostenibilità come relazione
La transizione verde, prima ancora che tecnologica, è un esperimento di cooperazione collettiva.
Le ricerche dello Spoke 5 dimostrano che fiducia ed empatia possono essere analizzate, modellizzate e persino previste: una rivoluzione silenziosa che porta la dimensione umana al centro della scienza della sostenibilità.
In un mondo in cui l’innovazione è sempre più automatizzata, la capacità di collaborare rimane il vero vantaggio competitivo.
Perché ogni trasformazione duratura nasce da una soglia condivisa di fiducia, misurabile e riproducibile, che definisce il punto in cui la cooperazione diventa sistemica.
Fonti scientifiche
- Bianconi G., Spagnuolo F., Meucci F. – Hyperedge Overlap Drives Explosive Cooperation, Nature Communications Physics, 2023.
- Deliverable 5.1.1 – Indicators and Models, Università di Torino, Università di Bergamo, Politecnico di Milano.
- Spagnuolo F., Casciello R., Martino M., Meucci F. (2024), Explosive Cooperation in Social Dilemmas on Higher-Order Networks, Working Paper, Spoke 5 – GRINS Project.
- European Network Science Association (2024), Collective Intelligence and Trust Metrics in Complex Systems.