Il profitto sostenibile:

quando la sostenibilità diventa valore d’impresa

Il profitto sostenibile: quando la sostenibilità diventa valore d’impresa

Negli ultimi anni la sigla ESG è passata dalle note a piè di pagina dei bilanci alle agende strategiche dei consigli di amministrazione.
Ma il passaggio più importante non è stato linguistico, bensì culturale: oggi la sostenibilità non è più una variabile reputazionale, ma un indicatore concreto di valore.

A dimostrarlo, per la prima volta su scala europea, è la ricerca condotta da Castellano, De Luca, D’Onza, Maffei e Melis (2025) all’interno dello Spoke 5 – Economia circolare e sistemi produttivi sostenibili del progetto GRINS, che ha quantificato l’effetto positivo delle performance ESG sul valore aziendale, misurando la correlazione tra sostenibilità e capitalizzazione di mercato delle imprese quotate.


Dalla responsabilità alla performance

Lo studio ha analizzato un ampio campione di aziende europee, combinando indicatori di governance, impatto ambientale e sociale con le principali metriche economico-finanziarie.

I risultati sono netti:
le imprese con migliori performance ESG presentano un valore di mercato significativamente superiore, a parità di settore e dimensione.

La ricerca, pubblicata nel volume Environmental, Social, Governance (ESG). Risk, Performance, Monitoring (Springer, 2025), mostra che la sostenibilità genera un doppio ritorno: reputazionale e finanziario.

Da un lato rafforza la fiducia degli investitori, che associano al buon governo ambientale e sociale una minore esposizione ai rischi futuri; dall’altro migliora l’efficienza interna, riducendo costi e asimmetrie informative.

In questo senso, la sostenibilità smette di essere una componente “etica” della gestione d’impresa e diventa parte integrante del suo modello di competitività.


Governance e finanza etica: gli effetti sistemici

L’impatto di queste ricerche va oltre la dimensione accademica.

Le evidenze empiriche elaborate dal gruppo di Melis e D’Onza hanno contribuito a ridefinire le pratiche di reporting integrato e di corporate governance nelle imprese europee, anticipando molti dei principi poi recepiti nella Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) dell’Unione Europea.

Gli studi hanno infatti dimostrato che la trasparenza sulle performance ESG incide sulla capacità di attrarre capitali, spingendo gli investitori istituzionali a privilegiare imprese che integrano obiettivi ambientali e sociali nei processi decisionali.

Il risultato è un’evoluzione della finanza stessa: dal profitto a breve termine alla creazione di valore sostenibile nel tempo.

In parallelo, la ricerca ha aperto nuove prospettive di analisi per la governance d’impresa, evidenziando come la presenza di sustainability committees e la remunerazione legata a obiettivi ESG riducano i rischi reputazionali e aumentino la fiducia degli stakeholder.

È un passaggio cruciale: la sostenibilità non come adempimento normativo, ma come leva di governo e innovazione strategica.


Un nuovo paradigma di valutazione

Le implicazioni di questo lavoro sono già tangibili.

Molte aziende hanno iniziato a integrare le metriche ESG nei propri sistemi di controllo di gestione e nei modelli di risk assessment.

Gli standard di reporting non finanziario, oggi richiesti dalla CSRD, trovano proprio nelle evidenze dello Spoke 5 una base metodologica per collegare performance ambientale e valore economico.

Ciò che emerge è un cambio di prospettiva:
la sostenibilità non è più misurata solo in termini di impatto, ma anche di rendimento.

Un approccio che consente di valutare la solidità di un’impresa non soltanto sulla base dei suoi utili, ma sulla capacità di generare valore per l’intero ecosistema in cui opera.

Come sottolineano Castellano et al. (2025), “la creazione di valore sostenibile non è un obiettivo alternativo al profitto, ma la condizione stessa per la sua durata”.


L’impatto sul sistema economico e accademico

L’influenza di queste ricerche non si ferma ai boardroom.

Ha contribuito a orientare la formazione manageriale e le pratiche di rendicontazione nei corsi universitari e nei programmi di executive education in tutta Europa, diffondendo un nuovo modello di impresa sostenibile e responsabile.

Allo stesso tempo, i risultati dello Spoke 5 hanno alimentato il dibattito su finanza etica e capitalismo inclusivo, fornendo dati empirici per dimostrare che le imprese più attente agli impatti sociali e ambientali sono anche:

• più redditizie
• meno rischiose

In un contesto di crisi climatica e trasformazione digitale, questa convergenza tra valore economico e valore etico segna un punto di non ritorno: la sostenibilità diventa parte della performance, non la sua alternativa.


Conclusione

L’impatto generato da queste ricerche è duplice: metodologico e culturale.

Metodologico, perché ha fornito strumenti scientifici per misurare la relazione tra indicatori ESG e valore d’impresa, contribuendo alla definizione degli standard europei di rendicontazione.

Culturale, perché ha spostato l’asse del dibattito economico dal profitto immediato alla creazione di valore condiviso.

Nel nuovo scenario competitivo, le imprese più forti non saranno quelle che si limitano a dichiarare la propria sostenibilità, ma quelle che la rendono misurabile, comparabile e strategica.

La finanza del futuro – come mostrano le ricerche di Castellano, De Luca, D’Onza, Maffei e Melis (2025) – è già qui:
trasparente, etica, orientata al lungo periodo.
E dimostra che la vera crescita non è quella che consuma risorse, ma quella che le rigenera.


Fonti scientifiche

  • Castellano, N., De Luca, F., D’Onza, G., Maffei, M., Melis, A. (2025), Environmental, Social, Governance (ESG). Risk, Performance, Monitoring, Springer Nature.
  • Deliverable 5.1.1 – Indicators and Models (Università di Torino, Università di Bergamo, Politecnico di Milano).
  • Deliverable 5.3.1 – Indicators of Trade, FDI, GVCs and Migration Flows in Firms and Territories (Spoke 5 – GRINS).
  • Spagnuolo, F., Casciello R., Martino M., Meucci F. (2024), Explosive Cooperation in Social Dilemmas on Higher-Order Networks, Working Paper Spoke 5 – GRINS.
  • Deliverable 5.4.1 – Indicators and Models of Circular Labour and Training.

Direzione Scientifica del progetto
Prof. Francesco Quatraro – Università degli Studi di Torino
Prof. Stefano Usai – Università degli Studi di Cagliari

Ideazione e Coordinamento del Progetto
Maria Chiara Di Guardo – WEsion Srl Società Benefit
Laura Poletti – WEsion Srl Società Benefit

Curatore Editoriale del progetto
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Assistente alla Curatela delle fonti
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