Il cervello dell’economia circolare:

dati, connessioni e conoscenza: così nasce l’intelligenza digitale della sostenibilità

C’è un punto d’incontro tra scienza, impresa e politica dove tutto diventa leggibile.
È la dimensione dei dati: numeri che raccontano, connessioni che spiegano, indicatori che mostrano come l’economia circolare si muove dentro i mercati globali.

Lo Spoke 5 del progetto GRINS – Growing Resilient, Inclusive and Sustainable ha scelto di costruire proprio qui la sua infrastruttura più ambiziosa: un ecosistema informativo che mette in relazione le diverse facce della transizione circolare, dall’innovazione industriale alle catene globali del valore, dalle politiche regionali alle scelte d’impresa.

Il risultato di questa ricerca è un traguardo concreto: il primo set integrato di indicatori GVC–CE (Global Value Chains – Circular Economy), capace di misurare la connessione tra economia circolare e internazionalizzazione dei sistemi produttivi.

Per la prima volta, è possibile osservare con un unico strumento come i flussi di commercio, innovazione e sostenibilità si muovono insieme nei territori.

Il dataset sviluppato da questa linea di ricerca è oggi utilizzato da Università di Torino, Bocconi e Politecnico di Milano per studi comparativi europei e per analisi di scenario sulle strategie industriali verdi.


Dai dati alla conoscenza condivisa

L’ambizione di questo lavoro non è solo scientifica: è culturale.

Le banche dati GRINS nascono per rompere la logica dei silos informativi e costruire un linguaggio comune tra ricerca, imprese e decisori pubblici.

Oggi la sostenibilità si misura anche attraverso la capacità di leggere la realtà.
E i dati, se collegati e resi accessibili, diventano infrastruttura democratica: un patrimonio che genera consapevolezza e orienta le scelte.

La costruzione di questo sistema non ha riguardato soltanto la definizione di indicatori, ma la creazione di una nuova architettura cognitiva.

Le informazioni economiche, sociali e ambientali sono state collegate in un’unica rete, restituendo una fotografia dinamica della transizione:
chi innova, dove si investe, come cambiano i modelli di produzione e quali territori stanno accelerando.

La scienza dei dati diventa così una lente strategica per le imprese che vogliono capire dove nascono le opportunità della circolarità e come inserirsi nelle filiere globali orientate alla sostenibilità.


Amelia: la mente digitale dell’economia circolare

In questo contesto prende forma Amelia, la piattaforma digitale di GRINS dedicata alla condivisione e all’analisi dei dati.

Amelia non è semplicemente una banca dati: è una piattaforma informativa intelligente, progettata per integrare risultati di ricerca, indicatori economici, ambientali e territoriali, e renderli consultabili in modo intuitivo.

Nata per promuovere l’accesso alla conoscenza scientifica e la trasparenza delle politiche di innovazione, Amelia raccoglie le informazioni provenienti dai diversi atenei coinvolti nel progetto, le armonizza e le restituisce attraverso:

• mappe interattive
• dashboard
• modelli interpretativi

È una vera infrastruttura di policy intelligence: permette di visualizzare le connessioni tra economia circolare, competitività e transizione verde, fornendo evidenze utili a imprese, amministrazioni e centri di ricerca.

In un unico spazio digitale convivono indicatori, dataset e strumenti di analisi:
un patrimonio di conoscenza aperta che cresce nel tempo, alimentato dalla collaborazione tra università e territori.


L’impatto per imprese e territori

L’impatto di questo ambito di ricerca è duplice.

Da un lato, ha permesso alla comunità scientifica di disporre di un modello integrato di osservazione e valutazione della transizione circolare, riconosciuto a livello europeo.

Dall’altro, ha generato un servizio concreto per imprese e policy maker, che oggi possono accedere a strumenti affidabili per misurare:

• competitività
• rischio
• opportunità nelle filiere circolari

Per un’azienda, consultare i dati di Amelia significa poter valutare la propria posizione all’interno delle catene globali del valore, comprendere i trend di investimento green e anticipare le direzioni delle politiche europee.

Per un territorio, significa poter progettare strategie di sviluppo basate su evidenze reali, non su ipotesi o proiezioni astratte.

Questo è il vero valore della ricerca: costruire conoscenza utile, condivisa e generativa.

Amelia e le banche dati GRINS rappresentano un passo decisivo verso un’economia circolare guidata dall’intelligenza dei dati.

Perché il futuro della sostenibilità non sarà solo verde.
Sarà, prima di tutto, leggibile.


Fonti scientifiche

  • Deliverable 5.3.1 – Indicators of Trade, FDI, GVCs and Migration Flows in Firms and Territories (UniTo, Bocconi, UniBo, Polimi)
  • Deliverable 5.4.1 – Regional Indicators of Risks and Opportunities of Structural Change Towards Circular Innovations (UniTo, UniCa, UniPa)
  • Capello R., Lenzi C. (2023), Automation and Labour Market Inequalities: A Comparison Between Cities and Non-Cities, npj Urban Sustainability
  • Buyukyazici D., Quatraro F. (2025), The Skill Requirements of the Circular Economy, Ecological Economics 232
  • Sito ufficiale GRINS – Piattaforma Amelia: https://grins.it/progetto/piattaforma-amelia

Direzione Scientifica del progetto
Prof. Francesco Quatraro – Università degli Studi di Torino
Prof. Stefano Usai – Università degli Studi di Cagliari

Ideazione e Coordinamento del Progetto
Maria Chiara Di Guardo – WEsion Srl Società Benefit
Laura Poletti – WEsion Srl Società Benefit

Curatore Editoriale del progetto
Alessandro Fusacchia

Assistente alla Curatela delle fonti
Tommaso Sacconi

Ufficio Stampa e Media Relations
Trefoloni Associati

Brand Identity, Design & Web Development, Adv
KFStudio di Franz Goria con Valentina Carta

Produzione Podcast & Blog Scientifici
WEsion Srl – Società Benefit

Supporto Comunicazione della Ricerca & Archiviazione Fonti
Fausta Laddomada

Web Serie
Prodotto da Naked Panda
Regia di Pietro Medda
Organizzazione generale di Francesca Maccioni
Soggetto di Alessandro Logli, Giovanni Pintus
Sceneggiatura di Alessandro Logli
Chief Creative Officers: Giovanni Pintus, Gabriele Meloni
Strategy and Story Supervisor: Miriam Meazza