Misurare per cambiare
Nel dibattito sulla transizione ecologica, poche parole vengono pronunciate con la stessa frequenza — e la stessa ambiguità — di “economia circolare”.
Perché se è facile comprenderne l’intento — riutilizzare, rigenerare, ridurre gli sprechi — è molto più difficile misurarne il progresso reale.
Proprio da questa esigenza nasce il primo ambito di ricerca dello Spoke 5 del progetto GRINS – Growing Resilient, Inclusive and Sustainable, finanziato dai fondi del PNRR e dedicato alla costruzione di indicatori dell’economia circolare capaci di monitorare la transizione a livello nazionale e territoriale.
Nel Deliverable 5.4.1, i ricercatori definiscono un quadro concettuale rigoroso per descrivere la circolarità, basato sulla definizione proposta da Kirchherr et al. (2017):
“Un sistema economico rigenerativo per intenzione e design, che mira a mantenere il valore dei prodotti, dei materiali e delle risorse il più a lungo possibile, riducendo al minimo la produzione di rifiuti.”
Questa definizione, oggi ampiamente riconosciuta, rappresenta il punto di partenza per collegare la circolarità al Goal 12 dell’Agenda ONU 2030 – Consumo e produzione responsabili, e per impostare un percorso di misurazione coerente con gli obiettivi di sostenibilità internazionali.
Una base metodologica per monitorare la transizione
Il lavoro ha permesso di costruire una base metodologica replicabile per analizzare la circolarità a livello territoriale, con un approccio multilivello che integra indicatori macro e micro.
Parte della metodologia sviluppata nello Spoke 5 integra strumenti di intelligenza artificiale e modelli linguistici avanzati per classificare i brevetti legati alla circolarità, migliorando la capacità di rilevare innovazioni non tracciabili con i sistemi di classificazione tradizionali.
L’obiettivo è fornire uno strumento capace di leggere la complessità della transizione non solo dal punto di vista ambientale, ma anche economico e sociale.
Gli indicatori proposti si articolano su due scale:
- Livello macro-regionale, per analizzare le performance complessive del sistema produttivo e le dinamiche di investimento nei settori “circolari”;
- Livello micro, basato su dati di impresa e di filiera, per valutare la capacità delle aziende di innovare i propri processi in chiave rigenerativa.
Questa architettura consente di correlare i comportamenti delle imprese con le caratteristiche dei territori, generando una lettura integrata che supera la tradizionale separazione tra economia e ambiente.
Gli autori hanno inoltre sottolineato la necessità di armonizzare le fonti statistiche — dai dati ISTAT ai registri camerali e industriali — per ridurre l’attuale frammentazione informativa e migliorare la comparabilità tra regioni.
Dalle metriche alla governance territoriale
L’impianto di indicatori elaborato nello Spoke 5 non è un mero esercizio statistico: rappresenta una nuova infrastruttura cognitiva per la governance delle politiche pubbliche.
Misurare la circolarità significa infatti dotarsi di una bussola per orientare scelte di investimento, programmi di innovazione e strategie industriali locali.
Gli indicatori sono inoltre progettati per descrivere il funzionamento degli ecosistemi territoriali dell’innovazione — reti di università, imprese e istituzioni che collaborano alla transizione — evidenziando come la circolarità si radichi nei contesti locali.
Gli indicatori territoriali proposti nel Deliverable 5.4.1 permettono di osservare:
- la densità di imprese circolari in un determinato contesto produttivo;
- la capacità di attrarre investimenti sostenibili;
- la presenza di filiere rigenerative (riuso, riciclo, manutenzione, sharing);
- la propensione all’eco-innovazione, cioè all’integrazione di principi ambientali nei processi industriali.
Questo sistema di metriche non fotografa solo l’esistente, ma costruisce un linguaggio condiviso che permette di collegare innovazione e sostenibilità: due dimensioni spesso trattate separatamente nelle politiche pubbliche.
Le criticità: dati incompleti e disomogeneità territoriale
Una delle evidenze più rilevanti emerse dalle ricerche riguarda la mancanza di dati omogenei e la difficoltà di costruire serie temporali coerenti a livello regionale.
In Italia, la disponibilità di informazioni sulla circolarità è frammentata tra enti diversi e spesso disallineata rispetto alle classificazioni economiche europee.
Questa asimmetria si riflette anche nei risultati territoriali: le regioni con sistemi di monitoraggio più strutturati — generalmente nel Nord Italia — riescono a misurare con maggiore precisione la performance circolare e ad attrarre investimenti mirati; altre aree, invece, rischiano di rimanere invisibili nel quadro complessivo per mancanza di dati comparabili.
La ricerca evidenzia che colmare questo gap informativo è una condizione essenziale per una transizione equa.
Senza dati di qualità, non è possibile né premiare le buone pratiche né individuare i territori in difficoltà.
La sfida è costruire un sistema di monitoraggio condiviso che consenta di trasformare le politiche per la sostenibilità in evidence-based policies.
Un impatto concreto sulle politiche pubbliche
L’impatto del lavoro svolto nello Spoke 5 è già tangibile.
Grazie alla metodologia sviluppata nel Deliverable 5.4.1, oggi diversi enti locali e regionali utilizzano gli indicatori proposti come strumento di supporto per la programmazione economica e ambientale.
Le metriche della circolarità sono impiegate per:
- correlare i livelli di innovazione territoriale con gli obiettivi di sostenibilità;
- valutare gli effetti delle politiche di investimento in ricerca e sviluppo;
- integrare nei piani regionali per la transizione ecologica obiettivi misurabili e comparabili.
In altre parole, la ricerca ha contribuito a trasformare la circolarità in un criterio operativo di policy.
Laddove prima esistevano solo dichiarazioni d’intenti, oggi è possibile disporre di indicatori che collegano direttamente le strategie di innovazione alle performance di sostenibilità, consentendo ai decisori pubblici di orientare le risorse in modo più efficace.
Questo impatto metodologico rappresenta uno dei risultati più significativi dello Spoke 5: la creazione di un linguaggio comune tra ricerca e politica economica, capace di trasformare la conoscenza scientifica in strumento di governance.
La prospettiva futura: dal dato all’azione
Il valore di questa ricerca non risiede solo nella costruzione di indicatori, ma nella possibilità di replicarli e aggiornarli nel tempo.
La loro natura flessibile consente di adattarli ai cambiamenti tecnologici, alle evoluzioni dei mercati e alle priorità emergenti delle politiche pubbliche.
Il passo successivo sarà l’integrazione di questi indicatori in piattaforme digitali di monitoraggio continuo, che potranno alimentare dashboard regionali per la valutazione in tempo reale della transizione circolare.
L’evoluzione degli strumenti di analisi predittiva permetterà di anticipare le traiettorie tecnologiche della circolarità, rendendo possibile una pianificazione basata non solo sulla misurazione del passato, ma sulla previsione dei futuri scenari di sviluppo.
Un approccio dinamico che permetterà quindi non solo di misurare, ma anche di prevedere gli effetti delle scelte economiche e industriali, in linea con il principio di resilienza che dà il nome al progetto GRINS.
Conclusione: la misura del progresso
L’ambito di ricerca sugli Indicatori dell’economia circolare ha prodotto un risultato che va oltre la statistica:
ha offerto all’Italia una base scientifica solida per misurare il cambiamento.
Definendo un set di metriche replicabile a livello regionale, ha reso possibile correlare innovazione e sostenibilità in modo concreto e verificabile.
Oggi questi strumenti rappresentano un punto di riferimento per università, istituzioni e policy maker impegnati nella transizione ecologica.
Perché solo ciò che si misura può essere migliorato.
E solo ciò che si capisce può davvero cambiare.
Fonti scientifiche
- DELIVERABLE 5.1.1 – Indicators and Models (UniTo, UniBg, Polimi, Intesa Sanpaolo)
- DELIVERABLE 5.4.1 – Regional Indicators of Risks and Opportunities of Structural Change (UniTo, UniCa, UniPa)
- DELIVERABLE 5.3.1 – Indicators of Trade, FDI, GVCs, Migration Flows (UniTo, Bocconi, UniBo, Polimi)